Introduzione

La carcinosi peritoneale (CP) rappresenta uno stadio, generalmente avanzato, di diffusione neoplastica di tumori solidi che originano all’interno della cavità addominale. La terapia standard per questi pazienti è rappresentata dalla chemioterapia sistemica eventualmente associata ad intervento chirurgico palliativo.

La prognosi varia in relazione al tipo di tumore primitivo, ma in genere non è superiore ai 6 mesi. Un approccio terapeutico più innovativo prevede l’associazione di un trattamento chirurgico (chirurgia citoriduttiva, CCR) con la chemio-ipertermia intraperitoneale (CIIP).


 

Procedura chirurgica

Questo trattamento si articola in 2 fasi. La prima fase consiste nella asportazione chirurgica di tutte le localizzazioni peritoneali, macroscopicamente visibili, di malattia, e all’ eventuale asportazione degli organi coinvolti, (es. colon destro, sigma, milza). La fase successiva consiste nell’ inserimento nella cavità addominale di quattro cannule: due di esse servono per infondere nel cavo peritoneale la soluzione contenente i chemioterapici, gli altri due ne consentono il deflusso dalla cavità addominale. Queste cannule vengono connesse ad una macchina per la circolazione extra-corporea (CEC), che consente di perfondere il cavo peritoneale per un tempo totale di 60 o 90 minuti con farmaci preparati in soluzioni che vengono riscaldate a 41-42°C per potenziare gli effetti antineoplastici dei farmaci. In questo modo vengono trattati con alte dosi di farmaco (non ottenibili attraverso la chemioterapia sistemica) anche eventuali residui microscopici di malattia.


 

Indicazioni terapeutiche

Sono potenzialmente candidabili a CCR associata a CIIP i pazienti affetti da mesotelioma peritoneale, Pseudomixoma peritonei, carcinosi peritoneale da carcinoma ovarico o da adenocarcinoma del colon.

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